pillore di pervicacia


Fame chimica
Agosto 31, 2008, 9:03 am
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Diamine! Che tana di gnocca-addicted è questo blog! Basta! Lo sapete che -secondo una recente stima della Siipac- un milione e mezzo di italiani è “dipendente dal sesso” ? Gli uomini più delle donne (ma dai?) sono ossessionati dal sesso tanto da esserne schiavi, come si è schiavi di alcol e droghe. Questa dipendenza si sviluppa in tre fasi progressive: si comincia a masturbarsi in maniera ossessiva e a chiamare linee erotiche, si passa poi alle telefonate oscene ad estranei, voyeurismo, esibizionismo e molestie sul luogo di lavoro e infine si arriva a molestare bambini, handicappati e adulti sotto l’effetto di droga. Se appartenete ad una di queste categorie abbandonate subito il blog e cancellatelo dai preferiti, maledetti pervertiti!

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Mi ricorda quel personaggio di Nip\Tuck che chiavava con cani e porci ed era sempre in mezzo alle balle del dottor Troy, meno male che è morta quella lurida. Vabbè, cari amici sessuomani, per aggravare la vostra situazione vi propongo una gnocca da antologia…  Marisa Miller, in quasi tutta la sua sfolgorante bellezza.

Un iPod e, sullo sfondo, una figa spaziale

Un iPod e, sullo sfondo, una figa spaziale



Gallo vecchio fa un brodo così così

Qualche tempo fa vi ho parlato di Miami Ink, il transgender reality\fiction in onda su Sky che narrava la vita quotidiana all’interno di uno studio di tatuaggi di Miami in compagnia di Kat von D (termine per i motori di ricerca). Oggi vi parlo di un altra fiction\reality (sempre su Sky) che descrive la vita all’interno della Playboy Mansion di Hugh Hefner, il magnaccia inventore di Playboy:

The girls next door” (in italiano “Le ragazze di Playboy“).

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Kendra Wilkinson, Holly Madison, Brideget Marquardt. In pratica viene celebrata la vita di queste tre ragazze che hanno venduto l’anima (e soprattutto il corpo) al saggio Hefner, che, avendo 82 anni, dubito possa reggere il ritmo delle tre scatenate puledre. Lo so, vi starete chiedendo se si vede qualche scena di sesso, di masturbazione, almeno di petting: no, non si vede nulla di anche solo vagamente erotico in questo programma, infatti Hugh si concentra sugli affari (e sul come ritardare la propria morte) mentre le tre cagne dedicano la loro attenzione ad iniziative di fondamentale importanza planetaria come la manicure, cambiare le tende della palestra, fare snowboard nel giardino della villa, lucidare lo sfintere del cane. Le insignificanti giornate di queste tre zoccole legalizzate che hanno barattato la loro libertà in cambio di una vita di cazzeggio in una lussuosa villa a Beverly Hills ci vengono proposte come modello positivo ed edificante. Ma che minchia! Probabilmente si faranno incaprettare a salve dal giardiniere nigeriano non appena i cameraman spengono le telecamere, si sa, ma il fatto che queste tre si siano svendute ad un vecchiaccio pieno di soldi (e i loro parenti e amici siano così contenti) e la tv ci proponga la scena come del tutto normale, mi lascia di sasso (in effetti anche Kendra mi lascia parzialmente di sasso).

L’ultima puntata è la più divertente, si vede infatti il vecchio Hugh che, stanco di avere quelle tre scrofe da soma in casa senza poterle farcire come bignè alla crema, decide di ingurgitare 8 flaconi di Viagra uno dietro l’altro per rialzare il vecchio salsicciotto che tante gioie gli ha dato (pare infatti che si sia chiavato l’impossibile, quando era di una cinquantina d’anni più giovane), ma all’improvviso, in seguito a questa scellerata scelta, implode in un inferno di sangue sporcando le tende rosa shocking del salone che Bridget e Holly avevano scelto poco prima fra mille ripensamenti e lacrime.

Kendra, tanta roba

Kendra, tanta tanta robba



prete = voyeur
Agosto 29, 2008, 9:12 am
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Si, avete letto bene il titolo, sì. Ho osato proporre un’equiparazione formale fra il prete e il voyeur, ma non l’ho fatto a capocchia, ho riflettuto per molte notti e -soprattutto- ho letto la notizia che padre Antonio Rungi abbia proposto questo concorso per sfatare il mito che le suore siano solo le ragazze deluse dalla vita che si rifugiano nella fede per ripararsi dai pomodori marci che, altrimenti, vorrebbero loro tirati in faccia ogni sacrosanto giorno.

«Nell’immaginario collettivo passa un’idea di suora e monaca triste, delusa della vita, non realizzata nel matrimonio o nei sentimenti, a volte delusa anche professionalmente e socialmente: tutto l’opposto della realtà e della verità entro le quali si muovono le scelte di consacrazione di donne davvero eccezionali, belle soprattutto nell’animo, ma sempre più frequentemente anche belle nella loro fisicità. Perciò vengano fuori e si rendano visbili le suore che possono legittimamente aspirare al titolo di Sister Italia 2008»

fonte

Forse i preti si sono stancati di molestare i giovini chirichetti? Forse hanno ritenuto più sicuro l’onanismo rispetto alla pederastìa? Forse qualche alto prelato ha espresso il desiderio di avere un harem di suore a completa disposizione? Come diceva Lucio Battisti, lo scopriremo solo vivendo.

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Nel frattempo, io vi propongo una degna candidata alla vittoria finale. Elisabetta -sisi proprio lei- Canalis.

Suor Elisabetta

Suor Elisabetta, pronta alla conversione

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Il timore e l’ignoranza hanno generato la religione.

Il bisogno e la sofferenza la tengono in vita.



Eppi Bordei Maicol
Agosto 29, 2008, 7:41 am
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Tanti auguri a Michael Jackson, personaggio straordinario e straripante (nel bene e nel male), fuori dagli schemi e oltre i confini della razionalità, che ha segnato un’epoca (due, tre) e che ha lasciato un’impronta fondamentale nel mondo della musica, con oltre 200 milioni di album venduti. Fa 50 anni, mica cazzi.

Micheal, di traverso

Michael Jackson, mentre imita la Torre di Pisa

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Il mio obiettivo nella vita è quello di dare al mondo ciò che ho avuto la fortuna di ricevere: l’estasi della divina unione attraverso la mia musica e la mia danza.

Michael Jackson



Al cuor non si comanda
Agosto 28, 2008, 9:14 am
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Parlo di intercettazioni telefoniche: si lo so, argomento trito e infradito, ma in questo blog -come avrete sicuramente notato- si affrontano gli argomenti da un punto di vista non-convenzionale, quindi non storcete il naso, mettetevi comodi e preparatevi ad apprezzare il nuovo, fantabuloso, post di “Pillore di Pervicacia”, il blog che a tutti piacia.

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L’amore trionfa, sempre, al di là delle differenze d’età; quello che conta è volersi bene, il sentimento puro e disinteressato fra due persone, anche diverse, ma complementari, le due facce della medaglia, i due volti della luna, le due chiappe di un solo, grande, culo.

G: va bè, ok, è capitato, io l’ho fatto, sì.
W: ha fatto l’amore?
G: perché mi andava di farlo. (…)
W: ma nella Farnesina? Nel suo ufficio alla Farnesina? Eh?
G: sì.
A un certo punto G vuole fare dei chiarimenti.
G: cioè… io ho appena detto: “Ho fatto l’amore”. Non è stato neanche proprio così, cioè ci siamo scambiati delle tenere effusioni. Adesso non mi va di dire, non so, i particolari, le carezze, i bacini, le cose…
W: no, no. Va bene. (…)
G: cioè non è neanche far l’amore, è farsi delle coccole. Ha capito? Adesso mi vergogno a spiegarle anche i particolari…

L’estratto proposto è parte del verbale della testimonianza resa da Elisabetta Gregoraci (G) e il pm John Woodcock¹ (W) registrato in un commissariato della polizia di Roma il 12 maggio 2005.

Ora io mi domando: perchè accusare una ragazza carina di qualcosa che non costituisce reato? Fare l’amore, cioè le coccole, cioè si insomma, mi vergogno un po’ per i particolari, insomma, comunque non è un reato, cribbio! Elisabetta è una showgirl in cerca disperata di lavoro, il suo amato ha un discreto potere decisionale in Rai, ma questo cosa c’entra? Quando c’è l’amore, la malafede viene spazzata via come un chihuahua al centro di uno tsunami! Specialmente quando una bella ragazza si innamora di un bel ragazzo, dovremmo essere felici per il trionfo dell’amore, non inventarci inchieste per presunti favori sessuali in cambio di lavoro, suvvia, un po’ di obiettività.

Ditemi cosa c’è di strano nel fare l’amore, cioè le coccole, cioè si insomma, mi vergogno un po’ per i particolari, insomma, con Salvatore Sottile, un bell’uomo che senza dubbio, oltre che la Gregoraci, avrà fatto innamorare anche molte di voi, care mie lettrici in cerca di coccole.

Un belluomo, tutto da coccolare

Un bell'uomo, tutto da coccolare

¹ Si, lo so, Woodcock significa “cazzo di legno”, e allora?



Dio esiste!
Agosto 27, 2008, 3:32 pm
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Finalmente, dopo tanto aspettare, i sostenitori dell’esistenza di dio potranno festeggiare il primo punto guadagnato sul tabellone della perenne sfida con gli atei. La notizia era nell’aria, ma oggi abbiamo avuto la conferma che nessuna telecamera Rai\Mediaset entrerà negli stadi della serie A. Finalmente le mie preghiere sono state esaudite, mi sono liberato dei vari Piccinini, Brandi, Mazzocchi e lo stuolo di soubrette e presunti opinionisti che popolano quei covi di stercorari quali Controcampo e Domenica Sportiva. Gli highlights delle partite saranno visibili solo durante i telegiornali (diritto di cronaca) e per brevi spezzoni, non mi dovrò quindi più sorbire il riassunto di 10 minuti di partite tipo Catania-Chievo 0-0 o spettacoli pietosi e rivoltanti come Maurizio Mosca che parla. Non sentirò più le rivoltanti telecronache dei tifosi a Controcampo nè le battute improbabili di un Teocoli qualsiasi, anche se, a dire il vero, quest’anno Controcampo avrebbe avuto un suo perchè grazie alla presenza della luccicante ex velina Melissa Satta, che merita, sempre e comunque.

Tanti, tantissimi complimenti a Bobo Vieri

Tanti, tantissimi complimenti a Bobo Vieri

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“Qui al Processo le polemiche fioccano come nespole!” (Aldo Biscardi)



L’idolo. #1
Agosto 27, 2008, 8:23 am
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Inauguro la rubrica “L’idolo”, dedicata alla celebrazione di quei giocatori che in questo primo quarto di secolo di vita mi sono rimasti nel cuore pur non venendo celebrati dalle masse, di quei calciatori che fanno il lavoro sporco nascosti nell’ombra delle giocate spettacolari dei funamboli osannati dai media, di quelli poco avvezzi alle telecamere ma che, nello spogliatoio e in campo, comandano davvero la squadra.

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PAOLO IGLESIAS MONTERO

(Montevideo, Uruguay, 03/09/1971)

Calciatore di temperamento, faceva della determinazione, dell’intelligenza tattica e della visione di gioco le sue armi migliori. Autentico leader difensivo, dirigeva l’intero reparto come pochi. È uno dei migliori interpreti della fase difensiva mai visti in un campo di calcio. Della Juventus di Marcello Lippi della seconda metà degli anni ‘90 e dei primi anni del XXI secolo, una delle squadre più forti al mondo per quel quinquennio, è stato perno insostituibile sia del primo che del secondo ciclo, durante i quali è riuscito a vincere cinque scudetti (1997, 1998, 2002, 2003, 2005), tre supercoppe italiane (1997, 2002, 2003), una supercoppa europea (1996), una coppa intercontinentale (1996), ma non riuscendo sfortunatamente a vincere nessuna Champions League, nonostante le tre finali giocate (contro il Borussia nel ‘96/’97, il Real Madrid nel ‘97/’98 e il Milan nel ‘02/’03), essendo arrivato a Torino l’anno dopo che la squadra è riuscita a vincerla nella prima delle quattro finali giocate (l’unica vinta) nell’era Lippi, battendo in finale l’Ajax ai calci di rigore, a Roma, nella stagione ‘95/’96. Per anni ha formato con Ciro Ferrara una coppia delle coppie centrali difensive più forti del mondo.

Nato in una famiglia benestante (il padre, Julio Castillo Montero, fu asso del calcio uruguaiano, vincendo da difensore centrale del National cinque titoli nazionali, la Coppa Libertadores e la Coppa Intercontinentale), Montero è il secondo uruguayano a vestire la maglia della Juventus, dove ha giocato fin dal campionato 1996/97. In precedenza aveva vestito le maglie di Peñarol e Atalanta: a Bergamo Paolo arriva giovanissimo nel 1992 e in quattro stagioni colleziona 114 presenze e 4 reti. Arriva alla Juve nel 1996, collezionando 220 presenze e 1 gol in campionato (altre 59 presenze e 6 reti nelle varie coppe). Nel 2005 abbandona la Vecchia Signora e si trasferisce in Argentina, dove milita nel San Lorenzo. Nel 2006 ritorna in Uruguay, al Peñarol. Il 17 maggio 2007 ha concluso la sua carriera calcistica professionistica con la gara Peñarol-Danubio.

Giocatore di sostanza, sanguigno, spesso rude nel fermare gli attaccanti (11 espulsioni nella sua carriera italiana, primatista insieme a Beppe Bergomi), pur essendo dotato di ottima tecnica -dal suo mancino partono le ripartenze della squadra- non si fa problemi a sparare la palla in tribuna quando necessario e a difendere i compagni in campo, anche con le maniere forti (soprannominato “Pigna” dalla Gialappa’s dopo un destro a Gigi Di Biagio), è il vero leader dello spogliatoio della prima Juventus di Lippi e un idolo dei tifosi, che gli resteranno sempre legati.



Olimpiadi
Agosto 26, 2008, 4:57 pm
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Grande soddisfazione per l’oro olimpico: il rovescio della medaglia?

È pur sempre “made in China”.

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Diamine, questo epifonema sarebbe degno di un grande epifonemologo come Platone, che tra l’altro fu campione di pugilato alle olimpiadi del suo tempo, dove di sicuro c’era meno doping che oggigiorno.



Capolavoro
Agosto 26, 2008, 8:54 am
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Devo ammettere con una punta di rammarico che non ho mai letto una domanda più interessante di questa:

Sicuramente a molti di voi sarà capitato di farsi delle ragazze orrende di viso ma passabili di corpo utilizzando la tecnica della busta in testa. Ma vi è mai capitato invece il contrario?
Cioè trovare una ragazza con un viso carino ma brutta di corpo, metterle una busta nel corpo e farsi fare un pom*ino? mi interessa saperlo perché non riesco a trovare una busta abbastanza grande per la mia ragazza che è un tantino sovrappeso.

fonte

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Non riesco a decidere se la domanda è seria o se è un capolavoro di umorismo. Con tutta questa insicurezza non mi resta che aggrapparmi all’unica cosa che mi dà certezze: la gnocca.

Alessia Ventura, ne sa una più del diavolo
Alessia Ventura, con aria di sfida


Cameo
Agosto 25, 2008, 9:39 am
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Ho trovato questo post e l’ho giudicato fantastico, degno di comparire sul mio blog, come darmi torto?

E’ semplice, guardando il passato, trovare l’esatto momento in cui un’epoca cambia. Quando ciò accade non se ne percepisce la potenza data la natura, a volte, impercettibile di tali mutamenti.

Lo smegma, da sempre annidato lì, negli ultimi 70 anni subisce impercettibilmente una campagna denigratoria femminista tesa a sminuire la virilità propria del caglio maschile.

Pensiamoci.

E’ un nostro dovere.

fonte

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Grazie a Dio sono ateo (Woody Allen)

A Carmen Electra piace il cono

A Carmen Electra piace il cono