pillore di pervicacia


Capitano mio capitano!
Settembre 30, 2008, 2:18 pm
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E’ morto Capitan Findus, un’icona della pubblicità.

Capitan Findus

Capitan Findus e il suo grande uccello

Londra – L’attore inglese John Hewer, icona internazionale della pubblicità, famoso per aver interpretato il ruolo di Capitan Findus, è morto in una casa di riposo per attori di Isleworth, nel Meddlesex (Inghilterra). Aveva 84 anni. Iniziò la carriera come attore cinematografico nel 1951 recitando nel film drammatico “L’uomo in nero”. Nel corso degli anni Cinquanta recitò in una ventina di film, in genere polizieschi o drammatici.

Avviata la carriera teatrale, Hewer conquistò grande popolarità interpretando dal 1967 al 1998 il personaggio di Capitan Findus nello spot pubblicitario televisivo dedicato ai bastoncini di pesce prodotti dal marchio inglese all’epoca di proprietà di una società svedese. Nel corso di trentadue anni di attività pubblicitaria, Hewer è diventato una vera e propria icona dello spot tanto che, in base ad un sondaggio nel 1983, risultò come il marinaio più famoso del mondo subito dopo il personaggio storico del capitano Cook.

fonte

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E ora chi impanerà lo stecco di pesce? Io propongo Kelly Carlson, la zozza di Nip/Tuck. Mi sta già friggendo il bastoncino…

Kelly Carlson

Kelly Carlson ne sa una più del diavolo...



Osteria di imho
Settembre 29, 2008, 7:52 am
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Ho scelto solo le più belle, quelle che spiezzano le reni insomma.

  • Osteria numero uno / dentro il bar non c’è nessuno / c’è soltanto il cameriere / con le palle nel bicchiere
  • Osteria numero quattro / la marchesa ha rotto il piatto / e per non farlo più vedere /  ficca i cocci nel sedere
  • Osteria numero sette / il salame piace a fette / ma alle donne caso strano / il salame piace sano
  • Osteria numero otto / la marchesa fa il risotto / fa il risotto ben condito / con lo sperma del marito
  • Osteria numero enne / il mio cazzo ha due antenne / quando è in culo al sacrestano / prendo radio Vaticano
  • Osteria del Vaticano / è successo un fatto strano / una guardia papalina / si inculava una gallina

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E ora, come mio solito, per concludere in bellezza, vi propongo una ragazza con cui ci farei proprio all’amore, senza se e senza ma, senza condizioni e senza remissioni. Con il sorriso sulle labbra. Le sue. Martina Stella.

Daccordo Martina, facciamolo adesso

D'accordo Martina, facciamolo adesso.



L’idolo. #2
Settembre 28, 2008, 8:05 am
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Torna a grande richiesta la rubrica che ha riscosso tanto successo: l’idolo (come ben si capisce dall’esaustivo titolo qui sopra, tra l’altro). Oggi si parla di un’attaccante coi controcazz…ehm…controfiocchi, che ha sollevato in due stagioni uno Scudetto, una Supercoppa Italiana, una Champions League, una Supercoppa Europea e un’Intercontinentale. Mica cazzi, insomma.

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MICHELE PADOVANO

(Torino, 28 agosto 1966)

Dopo una lunga gavetta nelle serie minori e nella bassa classifica della Serie A (Asti, Cosenza, Pisa, Napoli, Genoa, Reggiana) dove dimostra le sue qualità da attaccante completo, forte fisicamente (1,77 per 73 chili), velocità impressionante, sinistro potente e preciso, molto forte di testa ed in acrobazia, infallibile dal dischetto del rigore e molto utile tatticamente, grazie alla sua capacità di verticalizzare le azioni e dare profondità alla manovra della propria squadra, Michele Padovano arriva alla Juventus nella stagione 1995/1996, dividendo lo spazio in attacco con i più quotati compagni Vialli, Ravanelli e Del Piero. Soprannominato “Harley Davidson” per la sua passione per quel tipo di moto, alla prima stagione in bianconero Padovano dà una grossa mano alla squadra, soprattutto in Champions, dove segna gol pesantissimi come quelli contro Borussia Dortmund (all’esordio) e nel ritorno dei quarti di finale contro il Real Madrid (la Juve ribalta l’1-0 dell’andata con un 2-0 a Torino), oltre  a uno dei rigori della finale vittoriosa contro l’Ajax a Roma. Il campionato successivo riserva ancora maggiori soddisfazioni a Padovano, che si ritaglia un posto più importante in squadra (Vialli e Ravanelli vengono ceduti in Inghilterra e arrivano Alen Boksic, Nick Amoruso e Cristian Vieri), trascinandola al successo nella Supercoppa Europea (segna due gol nel 6-1 al PSG) e in campionato (doppietta nella partita decisiva contro la Lazio). Grazie alle ottime prestazioni offerte, Padovano attira l’attenzione del CT della nazionale di allora, Cesarone Maldini, che lo convoca per una doppia sfida di qualificazione ai mondiali di Francia. Dopo aver giocato la prima partita, durante un allenamento Michele si frattura il ginocchio e praticamente termina la propria carriera. Dopo una lunga convalescenza Padovano torna in campo ma il ginocchio fa sempre male e non gli permette quegli scatti brucianti che lo rendevano imprendibile. Dopo qualche apparizione in campionato, Padovano viene ceduto al Crystal Palace e, la stagione successiva, passa al Metz dove in due stagione gioca solo 9 partite (4 gol) prima di tornare in Italia, al Como, in C1, dove gioca qualche mese prima di ritirarsi dall’attività.

Si chiude così la carriera di un grandissimo attaccante, con 63 presenze e 18 gol in maglia bianconera: numeri che non rendono giustizia a questo sfortunatissimo giocatore, rimasto nel cuore di molti tifosi juventini.



Po Po Po Po Politica!
Settembre 27, 2008, 8:04 am
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Ho deciso di dare un taglio alle informazioni di quarta fascia che di solito propongo in questo mirabolante blog per iniziare ad occuparmi di argomenti seri che interessano molto di più a voi, cari internauti miei ospiti. E cosa c’è di più interessante al mondo oggigiorno della POLITICA ?! (“Un cazzo!” direte voi, miei amiche smaliziate, e come darvi torto?). Oggi si parla di un famoso politico, che sta cambiando in meglio il destino di questo vecchio paese, risollevandolo dalle ceneri dell’oblio e dandogli un lustro e una brillantezza di rogerrabbittiana memoria: Italo Bocchino.

Monica Bellucci dopo aver conosciuto Italo Bocchino
Monica Bellucci dopo averlo conosciuto

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Centrale, nella sua attività di deputato alla Camera, è stata la legge di cui è primo firmatario insieme alla ministra per le pari opportunità Mara Carfagna: la famosa Bocchino-Carfagna, la quale prevede modifiche all’iter di formazione del consiglio dei Ministri. Tra queste vi è l’introduzione dell’obbligo di una prova orale, davanti al presidente del consiglio incaricato, a cui sottoporre tutti i potenziali membri femminili del governo prima di essere nominati tali. Il superamento di tale prova sarà condizione necessaria (e spesso sufficiente) ad essere nominate ministre, vice-ministre o sottosegretarie. (Grazie Nonciclopedia)

Italo e Mara si scambiano consigli

Italo e Mara si scambiano consigli "orali"



Il quizzone
Settembre 26, 2008, 8:04 am
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Vecchia baldracca rincoglionita, si dice SBORRA! E tu, troiaccia da due euro, non fare l’ingenua… ti fai i chupiti tutte le sere con la SBORRA! Non fare finta di non saperlo!“: secondo un recente sondaggio condotto dagli autorevolissimi giornalisti di Verissimo, l’86% di chi ha visto il video ha pensato esattamente questa frase non appena si è reso conto di ciò che stava vedendo; il 13% invece ha focalizzato la propria attenzione sulle sproporzionate mammelle di Antonella Clerici e di questi il 4% ha desiderato infilare un pene nelle orecchie della popolare conduttrice e il 3% ha desiderato ardentemente avere un rapporto coprofago con la vecchiaccia al telefono. L’1% restante non è riuscito a vedere il video poichè è entrata la madre in camera e lo ha scoperto mentre si masturbava guardando il cane Brian e il suo Martini con l’oliva nell’header del blog.



Io vi guardo!
Settembre 25, 2008, 4:57 pm
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Hey! Voi! Basta farvi le pippe!

Io sono sempre qui! E vi controllo! (Anche se andate in bagno!)



Muore un muso giallo: Lutto globale.
Settembre 24, 2008, 8:01 am
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Le crisi di ascolti sono più assassine di qualsiasi pandemia per i beniamini della tv. A farne le spese, questa volta, è la mamma dai capelli blu più lunghi del mondo. Marge Simpson.

Potrebbe essere il funerale mediatico più imponente di sempre. Roba da far passare in secondo piano i cacciatori che sparano alla mamma di Bambi, il malinconico spegnersi del Dottor Greene (Ciccio per gli amici) in Medici in prima linea, l’incidente mortale di Bobby in Dallas e la tristissima eutanasia di Rin Tin Tin, ferito da una freccia avvelenata degli Apache, in una puntata mai andata in onda in Italia perché ritenuta inadatta dai vertici RAI. Ma la morte di Marge Simpson, casalinga modello, madre affettuosa, consorte fedelissima di quel coacervo di vizi e debolezze che risponde al nome di Homer Simpson, sembra un evento mille volte più luttuoso.

COME, QUANDO, PERCHE’? – In che modo morirà Marge? Chi ha letto la sceneggiatura dell’episodio afferma che tutto è perfettamente in linea con quel blend di comicità e pathos che ha sempre caratterizzato i cartoni. “Non sarà una morte eroica, ma non si esaurirà nemmeno in una gag facile. Diciamo che Marge non perderà la sua tenerezza e la sua simpatia nemmeno nell’ora suprema“, sostiene uno dei responsabili del visual catering del programma, che ha preferito restare nell’anonimato. Difficile perciò immaginare che Homer si ingozzi di ciambelle durante l’elogio funebre del Reverendo Lovejoy, o che Bart mostri le chiappe mentre la salma di Marge viene tumulata; ma non aspettiamoci nemmeno un festival della lacrima modello Beautiful.

PRECEDENTI – Non è la prima volta che i gialli eroi di Springfield incontrano il tristo mietitore. Di personaggi minori ne sono defunti a bizzeffe: dal sassofonista di colore Gengive Sanguinanti Murphy, idolo della piccola Lisa, a Frank Grimes, misantropo che nello spazio di una puntata fu collega di lavoro di Homer; da Maude Flanders, vicina di casa dei Simpson e moglie del bigottissimo Ned a Mona, madre di Homer e attivista di Greenpeace. Per tacere poi delle puntate speciali di Halloween, racconti horror al di fuori della “continuity” simpsoniana, dove quasi sempre i protagonisti fanno una fine orrenda. Il decesso di Marge, che dovrebbe avvenire nell’ultima puntata della ventesima serie, rappresenta però un evento epocale. “Forse Matt Groening e i dirigenti della Fox hanno voluto dare una scarica di adrenalina a una serie che ottiene indici d’ascolto ancora altissimi, ma che viene costantemente criticata dagli appassionati per la perdita di smalto degli ultimi anni“, spiega Dick Mycousin, uno dei massimi simpsonologi al mondo, nonché amico personale del produttore Richard Brooks. E’ stato proprio Mycousin a rivelare il funesto scoop, con il tacito assenso dei responsabili della serie. “I giovani spettatori difficilmente possono accettare la fine di un’eroina così popolare, senza un’adeguata preparazione psicologica. Bisognava preparare il terreno per questo terremoto televisivo. I presidi di alcune scuole hanno già predisposto uno sportello di ascolto per i ragazzini che saranno traumatizzati dall’evento, e molti docenti sono stati invitati a preparare i propri alunni all’elaborazione del lutto“.

SONO SEMPRE I MIGLIORI… – Forse, tra i quattro protagonisti della famiglia Simpson, Marge è sempre stato il personaggio meno amato. Un’eroina forse un po’ troppo positiva, troppo perfettina rispetto alla dabbenaggine di Homer, alla saccenteria di Lisa, al pessimo comportamento di Bart. Però Marge era il collante che riusciva a tenere assieme una delle famiglie più scombinate della storia dell’immaginario, il punto fermo attorno al quale ruotavano le folli imprese dei suoi familiari. Marge rappresentava il cardine del paradosso che è alla base del successo dei Simpson: personaggi a volte sgradevoli, a volte cinici, sempre politicamente scorretti, ma allo stesso tempo dotati di un’umanità che li rende adorabili e popolari.

COSA SUCCEDERA’ – Solo la ventunesima serie potrà dirci in che modo i Simpson sapranno reagire alla tragedia. La famiglia si sfalderà? Homer troverà una nuova compagna? Groening e soci decideranno di far crescere Maggie, Bart e Lisa, che hanno sempre la stessa età da ormai vent’anni? E, soprattutto, riuscirà il sacrificio di Marge a risollevare gli indici di gradimento dei Simpson? Il critico Leonard Maltin sembra piuttosto scettico: “Tutto questo mi ricorda quell’episodio di I Love Lucy in cui Lucille Ball, per scommessa, doveva saltare su una vasca piena di murene velenose. Per gli autori doveva trattarsi di un modo per dare una scossa a un programma che stava perdendo i consensi del pubblico. I risultati li conoscono tutti. Da allora l’espressione saltare la murena è divenuta sinonimo del calo di qualità di una sitcom“.

fonte

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«Vedi Bart, tuo zio Arthur aveva un detto: “Fucilali tutti e lascia che li giudichi Dio”… Sfortunatamente un giorno lo fece davvero, ci vollero 75 sceriffi federali per abbatterlo. Ora non parliamo mai più di lui.»

(Marge Simpson)

Ciao Marge, ti ricorderemo così

Ciao Marge, ti ricorderemo così



Un po’ di statistiche
Settembre 23, 2008, 9:12 am
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Eh già, non ho avuto tempo di pensare ad un post coi controfiocchi, dunque per ingannare l’attesa vi giro un po’ di statistiche del blog direttamente dall’apposita pagina del caro wordpress.

Il blog ha 54 posts e 141 commenti totali, Akismet ha bloccato 11 messaggi spam

Record visite degli ultimi 30 giorni: 133 visite (22 settembre), 129 visite (19 settembre), 124 visite (13 settembre), 122 visite (2 settembre)

Post più letti negli ultimi 30 giorni: Miami? (199), Tromba di culo (104), Ecco le nuove veline! (89), Gallo vecchio fa un brodo così così (72), Ohibò qual buon vento! (60)

Termini di ricerca negli ultimi 30 giorni: Kat von D (75), Sara Varone (61), tette (42), Gemma Atkinson (41)

Termini “curiosi” di ricerca negli ultimi 30 giorni: puledre, scroto, turgido, odore di merda libro, sbrodolona, al cuore non si comanda e neanche al culo, pezzo di donna, litri di sperma sui capezzoli, nerchia enorme, maurizio biscardi, rapporti carnali in famiglia, stendibiancheria, flatulenze odorose di zolfo, dizionario della figa, matita nel culo, foto apertura anale, gallo+pompino, occhiali e culi, sesso all’ikea, sesso distratto.

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Lo sapevate che l’accendino è stato inventato prima dei fiammiferi?



Comunicazione dis servizio
Settembre 21, 2008, 11:40 am
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Si, ho iniziato a lavorare (diamine, la vita universitaria mi manca già), e di conseguenza avrò molto meno tempo per scrivere sul blog quindi i miei post appariranno con frequenza molto più bassa. Lo so, siete tutti un po’ morti dentro dopo questa notizia, ma così è la vita, e viva la foca e che iddio la benedoca. Intanto vi lascio con una notizia che vi farà drizzare i capelli in testa: nell’antica Inghilterra non si poteva fare sesso senza l’autorizzazione del Re. Quando si desiderava avere un bambino si doveva chiedere il consenso del Re che consegnava agli interessati un cartellone da affiggere alla porta di casa durante la pratica del sesso. Sul cartellone era scritto: “F.U.C.K.” (Fornication Under Consent of the King).

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I videogiochi non influenzano i bambini. Se Pac-Man avesse influenzato la nostra generazione, staremmo tutti saltando in sale scure, masticando pillole e ascoltando musica elettronica ripetitiva. (Marcus Brigstocke)



Una nerchia da antologia
Settembre 20, 2008, 8:02 am
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Grigorij Efimovič Rasputin (Pokrovskoe, 22 gennaio 1869 – San Pietroburgo, 29 dicembre 1916) è stato un grande mistico russo: la sua notorietà deriva dalle misteriose influenze che aveva su parte della famiglia imperiale russa, appartenente alla dinastia dei Romanov e, soprattutto, alla sua smisurata minchia. Fin da ragazzo dimostrò un’indole fortemente tesa alla spiritualità e al misticismo ossessivo, fenomeno in realtà diffuso da secoli e frequente tra i popolani della Russia centrale, e una spiccata passione per i rapporti carnali con umani e bovini da cortile. Dopo essersi sposato e dopo aver avuto tre figli, ancora in giovane età intraprese lunghi pellegrinaggi, arrivando persino fino al Monte Athos, con l’intento di iniziare le giovani vergini ai piaceri della carne (quella senz’osso soprattutto). Nel 1905 approdò alla corte dello zar Nicola II: sospettato di aver aderito alla setta dei Khlisty, una congregazione clandestina di orgiastici che stigmatizzava gli eccessi di secolarità della Chiesa ortodossa, e poi di aver frequentato il movimento nazionalista dei Veri Russi, quelli che si facevano le pippe con i gomiti, malgrado la mancanza di istruzione allestì una rete di relazioni di altissimo livello che in breve tempo lo condusse a corte, accompagnato dalla fama dei suoi poteri sciamanici e dalla leggenda che aleggiava intorno alla sua nerchia chilometrica. Fu proprio grazie alla sua reputazione di guaritore e di possente amatore che entrò in contatto con persone vicine alla famiglia imperiale, nella speranza che potesse essere di aiuto per contenere l’inguaribile emofilia di Alessio, il piccolo zarevič, e le insaziabili voglie della zarina Ernesta. Al primo incontro Rasputin riuscì ad ottenere qualche effetto sul piccolo malato, così lo zar e la zarina gli permisero di visitare sempre più spesso la loro riservatissima casa: Rasputin infatti, oltre che dare speranze alla famiglia imperiale circa una possibile guarigione del giovane, sembrava andare incontro alle ispirazioni più intime dei sovrani.

Rasputin, il Tripiede

Rasputin, il Tripiede

Nelle mani di Rasputin passavano centinaia di cazzi e di rubli che egli indiscriminatamente distribuiva ai postulanti; richieste di denaro, di occupazione, e anche di penetrazioni multiple giungevano a Rasputin che, in quanto creditore presso personaggi dell’alta società, le faceva andare nella maggioranza a buon fine. Il resto dell’enorme quantità di denaro era spesa, come attestano i numerosi verbali di polizia, in locali notturni e in incontri ai bagni pubblici con donne di ogni classe ed età: numerose sono le leggende circa la sua insaziabile libidine; la stampa pubblicava in continuazione scabrosi racconti di fantasia sulle sue leggendarie notti; ciò accrebbe le dicerie non solo su una sua presunta super dotazione, quanto su una improbabile e sempre smentita relazione con la sovrana. La sua morte fu romanzesca come la sua vita. Fu avvelenato con il cianuro durante una cena a casa di Brodomiro Jusopov, ma dato che incredibilmente resisteva al potentissimo veleno i congiurati decisero di sparargli. Nonostante fosse stato abbondantemente avvelenato e colpito al cuore, Rasputin si riebbe, raggiunse la porta e provò a fuggire, ma fu raggiunto e finito a bastonate. Il suo cadavere fu gettato nel canale Fontanka, riemergendo due giorni dopo; secondo l’esito dell’autopsia (eseguita la notte del 20 dicembre, effettuata dal professor Kosorotov), ancora più incredibilmente, il corpo non presentava tracce del veleno, dando luogo a dispute tra gli storici circa l’effettiva modalità di eliminazione. Da considerare che fu riscontrata acqua nei polmoni, quindi nonostante il veleno, i colpi di pistola e le bastonate, Rasputin fu gettato nell’acqua ancora vivo, dimostrando una inaspettata e sorprendente vitalità. Rasputin, quindi, fu sepolto, ma il suo corpo venne poi dissotterrato e bruciato ai bordi di una strada. Infine gli fu tagliato il membro e conservato con cupidigia in un cestino da pic-nic.

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Il più grande ricordo di Rasputin che ci è rimasto è rappresentato dal suo enorme pene in salamoia, esposto presso il Museo Erotico di San Pietroburgo, divenuto recentemente meta delle più ingorde necrofile di tutta l’Eurasia.

Quello che resta di Rasputin e unammiratrice

Quello che resta di Rasputin e un'ammiratrice